In questa estate da poco iniziata, pure con il botto considerando le avventure sportive dell’Italia e i rompicapi politici, dalle elezioni europee a quelle amministrative fino alle decisioni della maggioranza al governo, caso vuole che sia tempo di recensire un romanzo che ha come punto di partenza una realtà che coinvolge particolarmente il nostro paese: la migrazione.
Tramonti Occidentali di Giuseppe Tecce (edito da Graus Edizioni) prende spunto da un evento che, purtroppo, è ormai all’ordine del giorno: un peschereccio con a bordo trenta persone affonda a pochi chilometri da Lampedusa e nessuno rimane in vita… tranne una bambina di nove anni, Fatima. Questa viene tratta in salvo dal luogotenente dei Carabinieri Peppe Moccia, un uomo saldo eppure profondamente umano, che decide di aggirare le regole e portarla a casa propria, dalla moglie Gianna, con la quale vive un matrimonio infelice soprattutto per la mancanza di figli. Inutile dire che l’arrivo di Fatima nelle loro vite cambierà tutto, fino a una svolta drammatica e reale che pone fine alla loro storia.
Parto proprio dal finale, senza spoiler, per affrontare la prima questione che mi attanaglia: si deve fare il bene della bambina o il proprio? I figli sono un bene della famiglia o del mondo? Il desiderio di avere un figlio e la sua mancanza sono due elementi fondamentali nella narrazione poiché nessun personaggio in questo romanzo concepisce se stesso e gli altri se non nella capacità di aver generato un figlio. Gianna e Peppe, infatti, sono inizialmente aridi e arrabbiati tra di loro, ma con l’arrivo di Fatima, la gioia torna nella loro casa e nelle loro vite che, nonostante il finale, rimangono luminose: come se finalmente avessero compreso che no, non si è una famiglia e non ci si ama soltanto in presenza di prole.
L’amore è ovviamente il punto di partenza e di arrivo dell’intero romanzo: quanto si deve amare qualcuno per allontanarlo da casa e fargli attraversare deserto e mare pur di un futuro migliore? Questa è la riflessione che chi parla dei migranti come poco più che animali (non colpisce che infatti le medesime persone siano a favore degli allevamenti intensivi) proprio non riesce a capire. Chi scambierebbe la propria casa per un viaggio pericoloso e incerto, se non perché ormai una casa non ce l’ha più? Chi butterebbe in mare le persone amate, se non perché questa scelta sarebbe il male minore? Lampedusa vive da anni una doppiezza drammatica, in quanto sia meta turistica sia hotspot per i migranti che sopravvivono al mare, alla marcia, agli abusi fisici e psicologici, al maltrattamento, alle condizioni igienico-sanitarie scarse, all’abbandono. Perché se siamo umani, restiamo umani.
Proprio per questo, nonostante abbia apprezzato molto il racconto di chi vive quotidianamente Lampedusa e si trova ad affrontare tragedie ogni singolo giorno, tentando di salvare gli altri e salvare se stesso, anche a fronte di una burocrazia e di un sistema d’accoglienza che sta diventando sempre più complesso a causa dei continui tagli di fondi, avrei preferito un racconto più esteso della migrazione e non soltanto l’arrivo a destinazione. Gli scafisti e la situazione a bordo della piccola imbarcazione riflettono la realtà di disperazione, criminalità e violenza che quotidianamente decidiamo di non approfondire. Chissà cosa ha visto Fatima con i suoi genitori, dal Senegal fino a un’isola sperduta nel Mediterraneo?
La descrizione dell’Africa e di ciò che la riguarda, comprese le descrizioni fisiche dei personaggi e dei riti, mi è parsa un po’ paternalistica, ma comunque efficace per la narrazione, che scorre molto bene nonostante l’abbondanza di dialoghi e di frasi piuttosto lunghe.
Il romanzo è dedicato in gran parte proprio all’amore per gli altri e alla solidarietà, sentimenti che dovremmo praticare molto di più e non solo a parole. Votiamo, agitiamoci, siamo gentili e combattiamo per quel che è giusto.
Buona lettura,
Betta La Talpa
P.S. Trovate il libro su Feltrinelli e IBS.
P.P.S. Vi lascio anche i recapiti dell’autore!
INSTAGRAM: https://www.instagram.com/igtnamur/
TIK TOK: https://www.tiktok.com/@giuseppetecce22?_t=8m1Qnhy60FE&_r=1
FACEBOOK: https://www.facebook.com/gtecce
Ti piace quello che leggi? Sostienimi su Patreon, Ko-fi o Tipeee!
RIPRODUZIONE RISERVATA
Se ti va di sostenermi, inquadra il QR Code per una donazione PayPal:

Donazione una tantum
Apprezziamo il tuo contributo.
Fai una donazioneDonazione mensile
Apprezziamo il tuo contributo.
Dona mensilmenteDonazione annuale
Apprezziamo il tuo contributo.
Dona annualmente