Sotto il cielo di una qualsiasi grande città può succedere di tutto, figurarsi sotto quello di Roma.
La Città Eterna ha un fascino che rimane intatto e ancora è protagonista, perché semplice sfondo proprio non riesce ad esserlo, di tante storie, proprio come quelle che leggiamo nella raccolta di Sira Fonzi edita da Catartica Edizioni.
In questa raccolta ho trovato, al di là di tutti i problemi che riguardano l’intera realtà italiana e che a Roma sono come ingigantite, tanta tenerezza, affetto e dolcezza.
Sì, assistiamo a scene di razzismo normalizzato, violenza strutturale e criminalità che fanno parte del tessuto sociale, raccontandosi al lettore in un romanesco spinto e deciso. Tuttavia, il linguaggio dell’amore è un italiano standard chiaro e semplice e prende le forme di Sara e sua sorella Bea, delle badanti Chloè e Oxana, di Alice e del suo desiderio di riavere una vita matrimoniale serena come un tempo.
Sotto il cielo di Roma racconta soprattutto le piccole, grandi storie che illuminano Roma e attraversano le piazze e i ponti così ben descritti dall’autrice.
In particolare, mi sono piaciuto i racconti Chloè e Io e mia sorella proprio per la loro dolcezza alla base di una potenziale violenza, per l’amore per una donna anziana e per la propria sorella. D’altro canto, non posso non citare la capacità dell’autrice di rappresentare una violenza a cui purtroppo siamo ormai abituati quale lo stupro, come in La cassetta di sicurezza. Normale e accettato, per quanto terribile sia. Così come il dolore acuto e insopportabile nell’ultimo racconto su un rapporto in declino davanti alla possibilità o meno di creare una famiglia, Le Culotte de Cheval.
Fonzi gestisce benissimo sia il romanesco sia l’italiano, lingue che servono a un diverso scopo comunicativo, in un contesto descritto con rapide pennellate. Brava!
Una raccolta di racconti breve e bellissima che consiglio senza ombra di dubbio!
Buona lettura, in questo bel dicembre.
Betta La Talpa
P.S. Trovate il libro su Feltrinelli e IBS.
P.P.S. Da questo libro è stato tratto un film, non fedelissimo, del 1972 con Robert Redford dal titolo Gli ineffabili cinque.
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