E dopo un lungo, lunghissimo periodo di assestamento, eccomi di ritorno su quel del blog per recensire un po’ di belle letture. Giuro che ho una spiegazione per la mia assenza e non un singolo motivo, ma ora siamo qua e godiamoci il momento.

Inauguriamo novembre, sperando che coincida con l’autunno tanto atteso, fra maglioncini di lana e cioccolate calde, con un bel poliziesco edito da Words Edizioni. La chiusa di Gianfranco Camin racconta del ritrovamento di sei cadaveri in un bacino artificiale a Pordenone e delle conseguenti indagini del commissario Antonio Maria Flores.

A chi appartengono i corpi, un uomo e cinque donne? Chi ha commesso un crimine così efferato e come ha scelto di occultare i cadaveri in modo così macabro? Il commissario Flores indaga in maniera severa e rigorosa, senza risparmiare nulla agli altri e a se stesso: solitario e granitico, subisce su di sé il modello dell’ispettore duro e devoto al lavoro a cui ci hanno abituato romanzi di genere e soprattutto serial televisivi, cosicché in questa prima avventura autoconclusiva ci si lascia trascinare dal suo carisma sicuro ma senza empatizzare troppo.

Camin infatti, dopo un decennio nella narrativa breve e nel fumetto, si è avvicinato al mondo della giallistica di recente e forse per questo deve ancora trovare la sua personale chiave di lettura. La chiusa è un bel poliziesco procedurale, solido e compatto, ideale come lettura per chi è abituato al genere e sa cosa vuole, ma anche per chi desidera mettersi in gioco con questa particolare sfumatura del poliziesco: infatti, il lato migliore del romanzo è proprio la certosina attenzione sulla metodologia di indagine e sul lavoro forense, che ancora oggi si trova in TV ma ben poco nella nostrana narrativa gialla, malgrado l’indiscutibile fascino che lo precede. L’autore riesce a guidare il lettore con mano sicura attraverso tutta la trafila delle indagini e noi non possiamo che lasciargli le nostre redini e perderci nella soluzione del caso: io non avevo capito assolutamente nulla, quindi grazie!

Questo breve romanzo si presta molto bene a queste prime giornate veramente autunnali dopo il gran caldo, a patto di goderselo sul divano e con la compagnia di un bel tè bollente… o di un alcolico parecchio forte che dà tono alla scena e al lettore.

A prestissimo,

Betta La Talpa

P.S. Trovate il libro su LaFeltrinelli e su IBS.

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