Giusto qualche giorno fa, ho visto sul TG un lungo servizio sulla nuova tecnologia in casa. Piani cottura opachi e super intelligenti, frigoriferi che sanno a che temperatura lavorare e freezer che si trasformano in frigo se necessario, ma soprattutto lui: il forno che, con un’app, puoi controllare da ogni stanza che vuoi. In questo modo, bruciare le torte sarà ormai impossibile e faremo tutti colazione con il banana bread perfetto!
Così, ho pensato: ma davvero abbiamo così paura di sbagliare? Non accettiamo più di rischiare e di essere responsabili di eventuali pasticci come croste scure sulla pizza o gelati sciolti? Non sappiamo più leggerci tra di noi e nemmeno al nostro interno, come il novello forno geniale? La recensione di questa antologia è provvidenziale, allora.
Emoticon Day di Stefano Zampieri, edito da Delos Digital (di cui ho già recensito parecchio, spulciate sul blog!), è un racconto lungo originale e moderni che riflette sul linguaggio contemporaneo e sull’era digitale, offrendoci un ritratto critico e, al contempo, ironico della società attuale. Zampieri utilizza l’elemento simbolico delle emoticon come filo conduttore per esplorare le complessità delle relazioni umane, l’alienazione e il modo in cui la comunicazione si è trasformata nell’epoca dei social media e delle app di messaggistica.
Il titolo stesso, Emoticon Day, suggerisce una giornata dedicata alle emozioni digitalizzate, ridotte a simboli che sostituiscono parole e sentimenti reali. Zampieri si interroga su quanto questi simboli ci rappresentino realmente, quanto filtrino o distorcano il nostro modo di esprimerci e di connetterci con gli altri. La sua narrazione è vivace e ricca di spunti riflessivi, ma non manca di momenti ironici e leggeri, che rendono la lettura scorrevole e piacevole.
I racconti dei vari tentativi dei ragazzi che per primi capiscono di quanto una lingua povera impoverisca anche il resto offrono una varietà di personaggi e situazioni, tutti accomunati dal tentativo di dare un senso al proprio ruolo in una società sempre più virtuale e sempre meno autentica. Zampieri esplora, con intelligenza e sensibilità, i paradossi della comunicazione moderna, tra incomprensioni, fraintendimenti e la costante ricerca di approvazione attraverso like e reazioni istantanee.
Uno degli aspetti più interessanti del libro è la capacità di Zampieri di giocare con le dinamiche digitali, creando un contrasto tra la superficialità apparente dei simboli e la profondità delle emozioni umane. Ogni volta sembra domandarsi: cosa perdiamo quando ci affidiamo a un’icona sorridente o triste per descrivere ciò che proviamo realmente?
La scrittura di Zampieri è agile, tagliente e ricca di osservazioni sottili. L’autore sa catturare con precisione i piccoli dettagli della vita moderna, trasformandoli in spunti per riflessioni più ampie sulla condizione umana. Nonostante il tema possa sembrare distaccato o tecnologico, Emoticon Day è un’opera profondamente umana, che ci ricorda che dietro ogni emoticon c’è una persona, con sentimenti e complessità che nessun simbolo potrà mai davvero rappresentare pienamente.
In conclusione, Emoticon Day è una lettura fresca e intelligente, perfetta per chi è affascinato dai cambiamenti sociali e culturali legati all’uso della tecnologia nella nostra vita quotidiana. È un libro che fa sorridere, riflettere e, soprattutto, invita a riconsiderare il modo in cui comunichiamo in un mondo sempre più digitalizzato.
Di Zampieri avevo già recensito Italia Luna e qui conferma la capacità di unire la filosofia alla scrittura, soprattutto nella verve distopica che si adatta particolarmente bene a questo tipo di temi.
Mi raccomando, leggete e sostenetemi, ma non sono una grande fan delle emoticon… meglio un bel sorriso dal vivo!
Betta La Talpa
P.S. Trovate il libro su LaFeltrinelli e IBS.
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