Recensire le coetanee/ i coetanei è sempre emozionante, perché mi capita spesso di chiedermi: «Chissà cosa ne pensa quella mia amica delle elementari… chissà che fine ha fatto quel tizio che incrociavo sempre in corridoio durante il liceo… ma tu, la pensi allo stesso modo?» 

Ecco perché, quando Alessandra da Puzzlebook (che ringrazio sempre della pazienza infinita e della disponibilità che dimostra ogni volta) mi ha proposto di recensire questo romanzo, sono stata quasi certa che avrei letto pagine interessanti dalla penna di un’autrice Millenial, che è per la letteratura una sicurezza, insomma.

Luna, edito da Affiori, marchio di Giulio Perrone Editore, racconta l’amicizia tra Emma e Luna, due ragazze adolescenti in un paesino di provincia. Siamo a gugno, il che significa solo una cosa: esami! Emma si prepara all’esame di maturità, mentre Luna – bocciata – lavora in un bar, dove conosce Alessandro, un uomo di circa quarant’anni. Tra loro nasce una relazione segreta che però appesantisce il legame tra le due amiche, così alla fine dell’estate si allontanano, intraprendendo strade molto diverse. Dieci anni dopo, alcuni eventi casuali – un oggetto, una voce – risvegliano il ricordo di quell’amicizia ed Emma e Luna avranno forse l’occasione di riconfrontarsi e riannodare quei fili lasciati sospesi.

I temi affrontati sono i più vari e attuali: dall’amicizia adolescenziale all’amore tossico, dal giudizio della società alla crescita, forse il più importante. Il cambiamento è il fil rouge che il romanzo segue, mostrandoci come tutto cambi e sia pleonastico parlare di meglio o peggio, quando bisognerebbe semplicemente accettare che tutto diventa diverso da prima. Il rimpianto è un condimento che siamo disposti ad accettare, ma mai a cui sottomettersi. 

I personaggi, infatti, vicini e verosimili, raccontano di noi con chiarezza e realismo senza mai essere banale, che è forse la migliore delle caratteristiche della scrittura di Girini. 

Luna è in bilico tra il rimorso per le sue scelte e il bisogno di affermazione. Il suo fragore emotivo contrasta con il desiderio di restare nel proprio piccolo mondo. È stata bocciata prima del diploma, per questo lavora in un bar per occupare il tempo e riempire i vuoti che i suoi coetanei vivono tra studio e piccole fughe. Vive in una famiglia disfunzionale, in cui si sente poco vista da una madre che non sa cosa farsene di lei. Per questo intraprende una relazione con Alessandro, un uomo molto più grande, in un equilibrio tra seduzione, necessità e desiderio di evasione. Con sé, porta molte istante, tipiche dell’adolescenza che rifiuta i codici normativi per crescere liberamente: il bisogno di affermazione personale, anche a costo della reputazione, ma anche l’enigma femminile (proprio come la luna, mutevole, non sempre decifrabile, eppure piena). Crescendo, porterà sempre le cicatrici delle sue scelte e nulla potrà essere come prima (ma santo cielo, chi vuole che tutto sia come è sempre stato?), ma nemmeno ha superato davvero l’estate della sua trasformazione, in cui ha scelto di seguire un idolo che avrebbe dovuto salvarla, invece l’ha chiusa in una prigionia muta e silenziosa. Luna è complessa, impulsiva e fragile, ma è decisa a essere libera.

Emma dal canto suo è la voce più riflessiva, più canonica e meno interessante: affronta esami, scelte e rimpianti, calma ma determinata. La sua evoluzione personale, pur nella sua normalità, contrasta con la staticità di Luna, che scegliendo così giovane una situazione tossica, è rimasta tale e quale all’adolescenza. Più aderente alle norme sociali, è una studentessa diligente, figlia “normale” di una famiglia normale. Con Luna vive un’amicizia intensa ma sbilanciata. Guarda Luna con una miscela di fascinazione, paura e giudizio da quell’amica così vicina e così diversa. Poi si allontana, lasciando irrisolto quel legame. Rappresenta la memoria e la coscienza, nel senso più letterario, quasi come Lila e Lenù di Elena Ferrante: la tensione tra voler bene a qualcuno e non riuscire a comprenderlo davvero. Emma, nonostante gli anni e i cambiamenti, cerca di ricucire lo strappo e nel finale (senza spoiler!) si mostra aperta a un gesto che potrebbe chiudere il cerchio aperto quell’estate. 

Alessandro, infine, è il Dioniso straniero che porta la novità, ma anche il caos, come Pan. Potrebbe essere la fuga da ciò che è paese, chiusura, fissità, ma non fa che rendere Luna straniera a se stessa, manipolandola in virtù della sua giovane età e del suo desiderio di affermazione esterna. Oggi, lo chiameremmo red flag o malessere ambulante, perché se a quarant’anni poni queste scelte a una ragazzina di diciotto anni, ergendoti come scialuppa di salvataggio in un oceano in cui tu sei alla stregua del piccolo Nemo… beh, ci siamo capiti. Ho apprezzato moltissimo l’assenza della sua voce narrativa: quel che sappiamo di lui, figura ambigua e misteriosa, ci viene da Luna o da Emma. 

Non mancano altre simbologie interessanti, oltre a quella di Luna/luna che riflette la luce altrui e vive in fasi alterne. Abbiamo la luce fioca e soffusa dei momenti di transizione, in cui mancano i contorni delle cose, ma anche lo specchio in cui tutti si guardano dopo aver guardato gli altri. Lo specchio che è anche un luogo dove trovare il proprio doppio, come Emma e Luna, due ragazze che, se fossero nate alle stesse condizioni, forse sarebbero identiche, ma chi può dirlo? Infine, la poesia e purezza degli oggetti che non vediamo, eppure raccontano tutto di noi: le tazze del bar, le mani, le nostre cose di tutti i giorni. 

Girini scrive in modo fluido e accessibile: il linguaggio è semplice ma calibrato, adatto a scandagliare emozioni delicate e situazioni ambigue. La narrazione salta tra il presente e il passato, creando un effetto che gradualmente ricostruisce la trama e le emozioni accumulate. L’ambiente è familiare, realistico, evocativo ma senza indulgere a inutili patetismi.

L’emotività è autentica e mai estrema come ormai spesso ci abituano le narrazioni moderne: le emozioni non sono mai stereotipate, bensì scaturite da gesti quotidiani e dialoghi realistici. Il racconto in due tempi , passato e presente, poi mantiene alto l’interesse e fa affiorare progressivamente tensioni e paure.

Gli ambienti sono poco descritti perché il focus è interamente sui personaggi, lasciando paesaggi e figure secondarie sullo sfondo. Non serve altro, nessun altro orpello.

Luna è un romanzo introspettivo e misurato, perfetto per chi cerca storie di amicizia complicata, segreti e perdono. Laura Girini mette in scena un confronto tra presente e passato, mostrato senza eroismi ma con verità. Il primo romanzo è quindi super convincente: l’autrice mostra una certa maturità stilistica e una sensibilità nella tratteggiatura psicologica dei personaggi che, vi dirò, spesso negli ultimi romanzi manca, a favore di colpi di scena ed estremismi a favore di pubblico da serie tv.

Godetevi l’estate, mi raccomando!

A presto,

Betta La Talpa

P.S. Potete trovare Luna su LaFeltrinelli e IBS.

Ti piace quello che leggi? Sostienimi su PatreonKo-fi o Tipeee!

RIPRODUZIONE RISERVATA

Se ti va di sostenermi, inquadra il QR Code per una donazione PayPal:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *